Non c'è cosa più chippettona al mondo, che vedere presunti intellettualoidi hipsterosi farsi largo a gomitate in mezzo alla folla urlante di Twitter e Facebook, per alzare il ditino e rimproverare gli italiani: "Ci sentiamo così solo ogni quattro anni". E che cazzo, pazienza.
Va bene che ogni occasione è buona per dare fiato alla bocca o per picchiare con foga sulle proprie tastiere, ma il pippone sul Risorgimento, sulla Coscienza Nazionale Perduta, sui partiti secessionisti, sul provincialismo che ci contraddistingue e sui mal di pancia degli autonomismi regionali mai del tutto sopiti, tenetevelo stretto per quando vi inviteranno dalla D'Urso a fare morale spicciola sull'Unità d'Italia.
E se ami la patria sei fascista, se te ne freghi allora sei anti-italiano, se le vuoi bene moderatamente (come agli animali domestici) sei un nichilista senza valori: non è possibile spaparanzarsi sul divano, armati di birre e cavatappi, a guardare la televisione senza scomodare la filosofia politica da accattoni e Giorgio Gaber?
Certo che è possibile, ma solo se la birra è Nastro Azzurro perché "c'è più gusto ad essere italiani".
E in effetti bisogna averne ingurgitate a litri di sostanze alcoliche, per trovare minimamente attraente il dibattito su quanto gli Italiani si sentano "italiani"; è una di quelle irrisolvibili dinamiche dialettiche in stile cane-gatto o Pelè-Maradona, dove manca il momento costruttivo della sintesi.
Tirare fuori la beata trinità Nievo-Manzoni-Ortis, quando la squadra avversaria schiera il tridente Insigne-Balotelli-Cassano, significa essere destinati ad una sconfitta brutale, di quelle che bruciano lentamente sulla carne viva.
"Il gioco più bello del mondo" vs forme diversamente abili di masturbazione cerebrale: quanto è quotato questo match alla SNAI?


Nessun commento:
Posta un commento