"Si viaggiare, evitando le buche più dure" cantava quel gran genio del mio amico, Lucio Battisti.
Chi l'avrebbe mai detto che l'incipit di quel ritornello sarebbe diventato il motto della mia generazione, una dura realtà da prendere in considerazione, un consiglio da seguire a tutti i costi.
Fuga dei cervelli si chiama, ed ogni volta che ci penso mi domando se basta scappare da questo paese per assumere il titolo di "cervello", o se l'essere un "cervello" sia precondizione per la fuga.
Domande destinate a restare tali, allora mi piace immaginare - viaggiare per l'appunto - di essere altrove, da solo o con altre persone, disoccupato o impegnato, cervello o non cervello.
Passiamo più ore all'anno cercando di capire quale paese può darci possibilità lavorative consone al nostro titolo studio, piuttosto che cercarci un lavoro consono al nostro titolo di studio in Italia.
Arriviamo in ritardo anche sul grande treno della globalizzazione noi, popolo di migranti, marinai, santi e teste di cazzo.
Presentiamo quindi alcune delle mete preferite da tutti quegli ex studenti a cui l'erasmus non è bastato.
Oggi ci occupiamo della città dal fuso orario perfetto, ma nelle prossime puntate di questa mini serie gireremo in lungo e in largo per il vecchio continente e per il vecchio globo.
LONDRA
Multietnica, multifunzionale, poliglotta, efficace, a soli 699 euro - pardon sterline - in comode rate mensili a interessi bassissimi, TAEG 0%.
Passata leggermente di moda negli ultimi anni, almeno da quando gli indie rockers hanno smesso di spadroneggiare nelle conversazioni su facebook, descrivendola come una sorta di Atlantide riemersa, un Eden della musica e della birra dove ogni uomo o donna può vivere in pace con il prossimo e realizzare i propri più intimi desideri sessuali.
Poi arriva la realtà come al solito, a prendere a calci in faccia rotanti la nostra immaginazione: scopri che una stanza singola in affitto in periferia costa quanto la casa al mare di tua nonna, che i mezzi pubblici staccano a mezzanotte, mentre noi ci lamentiamo delle corse notturne milanesi funzionanti solo al week end.
Il 15% del prodotto interno lordo inglese è prodotto nella City, due fottuti chilometri quadrati di banche, assicurazioni, fondi d'investimento e società fantasma, dove certo hanno bisogno di un esercito di nerd da tutto il mondo e yuppies impizzati, ma non sicuramente di poeti calabresi o bassisti di Pavia con il fare da libero pensatore e la puntualità di Trenitalia. Potete cominciare a dire addio ai vostri sogni di gloria, di un lavoro facile ben pagato - laggiù dove le cose funzionano.
Scoprirete che i pionieri italiani arrivati a Londra in cerca di fortuna tendenzialmente lavorano come camerieri in ristoranti italiani con il cuoco brasiliano, non hanno nemmeno imparato lì il mestiere visto che sono italiani, e gli italiani si sa, sono geneticamente camerieri.
La lingua allora?
La lingua un corno se non vi fate un costosissimo corso avanzato al mattino e pomeriggio che avreste potuto tranquillamente frequentare negli appositi istituti della penisola a metà prezzo.
Perché come già detto, lavorate in un ristorante italiano assieme ad altri italiani o comunque latini, uscite con loro, mangiate con loro, fate l'amore con loro e si presume quindi parliate anche con loro. Solo con loro.
Le spuzzette londinesi tendono a non cagarvi di striscio e i vostri sporadici contatti con la popolazione locale sono bizzarri: voi che masticate pochino l'inglese middle class chiedete un pezzo di formaggio al commesso pakistano di sesta generazione che nonostante tutto parla un'incomprensibile lingua creola di memoria coloniale.
Tornerete a casa molto presto, senza risparmi alcuni e vi iscriverete a quella magistrale che tanto snobbavate in passato perché inutile. Già che ci siete frequenterete il corso d'inglese organizzato dal comune, 80 euro per 150 ore di lezione - praticamente regalato.
A nulla serviranno i vostri ammonimenti per chi ancora non è partito. Interpreterà le vostre lamentele come un tentativo di estrometterlo da quel mondo magico e malato che solo chi è stato in Gran Bretagna comprende. Tornerà anch'egli prima del previsto squattrinato e con dodici malattie veneree inguaribili contratte durante uno stupro di gruppo ai suoi danni presso i Kew Gardens.
Ma molto peggio dei realisti, che ritornano ammettendo l'irreparabile errore e chiedendo perdono al Dio di Canterbury, sono gli esaltati.
Categoria di persone per cui il sudiciume e le bruttezze umane significano una sorta di grazia divina, ti guardano come un provinciale che non è mai uscito dal suo feudo, come un pastore sardo che non sa dove si trova il mare.
Vi diranno che a Londra ci si può vestire a proprio piacimento (sinonimo di male) senza essere giudicati dai passanti: notizia curiosa per la capitale di un paese che ogni giorno acquista cinque milioni di copie del Sun, solo per sapere qual è l'olezzo proveniente dalla figa di Victoria Beckham o quante volpi indifese ha ammazzato il principino William per sentirsi un po' meno checca.
Vi diranno che il cibo non è poi così malvagio nonostante siano ingrassati di tredici chili in quattro mesi - ma quello dipende dall'alcol - esulteranno ammiccanti.
Sosterranno la tesi di una popolazione inglese iper tollerante, non come noi zotici italioti razzisti.
Proprio un peccato che si stia parlando di un popolo che pensa ancora di avere un impero mentre l'India lo calpesta malamente sulla scena internazionale.
Lo stesso popolo che ha partorito Kipling ed altri campioni dell'uguaglianza delle razze.
Lo stesso popolo che arma la propria celere manco fossero dei robocop per tenere sotto controllo le tensioni sociali nelle periferie delle città abbandonate a se stesse.
Lo stesso popolo che ha ben rappresentato il proprio livello di tolleranza in un gruppo armato di maghi che polverizza i babbani - chiara allegoria dell'IRA.
Lo stesso popolo che ha eletto Margaret Thatcher, non dimenticatelo mai.
Ci sono al contrario innumerevoli vantaggi dal partire per Londra che cercherò qui di esemplificare:
1. Ryanair oramai ti paga fior di quattrini pur di volare con loro e ti garantisce anche una sveltina nel gate di Stansted con un'hostess; se pensate ai soldi dei pedaggi autostradali che finiscono nelle tasche di Benetton allora meglio viaggiare in questo modo.
2. Sul Tamigi potete suicidarvi con ottime possibilità di riuscita nell'impresa.
3. Avete venticinque anni e fino ai sessanta non troverete un lavoro stabile, quindi vale la pena perdere un po' di tempo nelle più svariate maniere.
4. Londra è più vicina a Liverpool che non Barcellona Pozzo di Gotto e visto che la vostra cultura musicale si espande fino ai Beatles non vi resta che partire.
5. L'Italia, contrariamente a quanto pensano gli anglosassoni, è un paese di merda. Spero di non essere denunciato per vilipendio alla nazione.
Se vedemo fra qualche giorno con altre città invisibili, pregi e difetti.
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