mercoledì 2 luglio 2014

Extraterrestri digitali: Gianfranco Fini

Sul rettangolo verde fangoso della destra italiana era ora di ricambio generazionale, di sostituzioni in zona Cesarini, di nuove idee per tornare a perdere: è ridisceso dunque in campo quel gran genio del vostro amico Gianfranco Fini.
Lo avevamo abbandonato sul ciglio dell'autostrada Roma-Montecarlo, nel bel mezzo di una rissa familiare fra cognati per il possesso di una cucina Scavolini – unica cucina al mondo in grado di rompere alleanze che non fossero quelle fra la farina e le uova.
Le sue ultime apparizioni sul proscenio della politica italiana risalgono a un famoso scambio di battute, entrato di diritto nella storia del cinema:
Altrimenti che fai, mi cacci?”
Si!”.
Oscar alla carriera per il miglio dialogo, peccato che l'interprete principale sia morto.

Oggi Fini annusa la possibilità di ritagliarsi un nuovo spazio vitale, quel 3-4% di ossigeno elettorale che garantisce l'elisir di lunga vita, visto che i suoi principali competitors navigano in acque maleodoranti e sono impegnati rispettivamente in assistenza sociale presso un centro anziani (B.), in campagne elettorali fruttate direttamente dall'ortomercato di Trastevere (Meloni) e nel ruolo di addetto stampa delle forze dell'ordine, che annuncia gaudente da twitter l'arresto di un nuovo pedofilo pluriomicida (Alfano).


Gianfranco torna in campo e lo fa in grande stile: spot, hashtag, sito, congresso nazionale, buotade in televisione e dichiarazioni al vetriolo riformista.


Lo spot “Voglio allenare la destra”, realizzato in occasione della partecipazione ai Mondiali della Nazionale di calcio, ha già prodotto i suoi frutti avvelenati, come sanno bene Prandelli e Chiellini: ora, che Fini sia un menasfiga terribile, un uccellaccio nero del malaugurio, un Re Mida con lo spin invertito, che qualunque cosa tocca trasforma in merda, è comprovato dalla storia recente del paese.
Più interessante è la scelta comunicativa adottata dal suo staff per rilanciarsi negli ambienti della destra “delusa” – visto che quella entusiasta, di Fini non vuole sentire parlare nemmeno in cartolina.


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