Vi sarà giunta la notizia, non di un treno lanciato a bomba contro l'ingiustizia, ma del questionario vaticano inviato alle diocesi di tutto il mondo in questi giorni.
Trattasi di trentotto domande aperte sui temi più inquietanti della modernità, almeno secondo il Vaticano, che i Vescovi dovranno diffondere "capillarmente fra i fedeli".
I mass media ovviamente hanno accolto con euforia ingiustificata questo nuovo regalo di bontà e si stanno sperticando da giorni per trovare termini adatti a definire il gesto: storico, epocale, rivoluzionario, super mega galattico. Ci manca solo si sentire definire una bolla papale come una tamarrata e poi siamo a posto per tutta la vita.
Il questionario servirà a conoscere l'umore dei fedeli di tutto il mondo in merito a scottanti tematiche come l'aborto, le unioni di fatto, le adozioni, i matrimoni omossessuali e in generale tutte quelle cose carine che per secoli hanno portato i fedeli a bruciare in piazza gli eretici all'urlo di "strega, strega".
In realtà il questionario non è propriamente quello che definirei il nuovo Trattato sulla Tolleranza, ma piuttosto un magro e timido tentativo (leggete le domande per credere visto che i giornalisti non lo fanno) di recuperare posizione elettorale di fronte ad un mondo che li ha sorpassati a mille all'ora.
Le domande sono strutturate in modo tale da rendere impossibili le risposte a chi non abbia un laurea in teologia, corso che come sapete non è molto diffuso nelle favelas di Rio de Janeiro, e ricordano per lo più i titoli delle prime prove di maturità per vaghezza e incomprensibilità.
Qualche esempio:
Quale posto occupa il concetto di legge naturale nella cultura civile, sia a livello istituzionale, educativo e accademico, sia a livello popolare? Quali visioni dell’antropologia sono sottese a questo dibattito sul fondamento naturale della famiglia?
"Hai capito bastardo contadino messicano ignorante che volevi la rivoluzione? Hai mezz'ora e due fogli di protocollo!"
Qual è la reale conoscenza che i cristiani hanno della dottrina della Humanae vitae sulla paternità responsabile? Quale coscienza si ha della valutazione morale dei differenti metodi di regolazione delle nascite? Quali approfondimenti potrebbero essere suggeriti in materia dal punto di vista pastorale?
Cosa fate i fighi con il latino che fino all'altro ieri pensavate che il Sole girasse intorno alla Terra, quindi smettetela di sbanfarvi.
Ce ne sono anche di più semplici per carità, come quando decidono di chiedere ai vescovi e ai fedeli se nel loro paese esistono leggi che equiparano in qualche maniera le unioni omosessuali al matrimonio tradizionale; pensate che figata le risposte con il Cardinale Scola che dice "da noi non ci sono di queste porcate diaboliche signore" e il Cardinal Alexandre José Maria Santos del Mozambico che risponde "beh mi pare ovvio, per chi minchia ci avete presi, non stamo mica ar medioevo".
Posto che questo è il tenore delle domande nel famoso "questionario del rinnovamento" e che comunque potete andare a leggerlo dove vi pare, vi voglio far riflettere sul come la stampa nostrana ha accolto la notizia.
Facciamo parlare loro:
Che pensate di coppie gay e contraccettivi? (Repubblica, 6 novembre 2013)
Guy Fawkes day in Vaticano: il questionario di Bergoglio accende le polveri del sinodo (Huffington Post)
Cosa pensate di gay e divorzio? (l'Unità.it)
Questionario Vaticano su nozze gay (newscattoliche)
Facciamo un paio di considerazioni: il titolista di Repubblica lavora in nero all'Unità per ragioni di budget ed è una persona con scarsa inventiva.
Tutti i titoli parlano delle unioni omosessuali, tematica alla quale il questionario dedica la bellezza di quattro quesiti, dal ventitré al ventisei, nei quali più che prendere posizione sull'argomento s'informa sullo stato dello unioni omosessuali e sulle reazioni delle chiese locali in ogni angolo del globo.
Terzo: "che pensate di coppie gay e contraccezione?" che cazzo di domanda è?
Come se vi chiedessi "che pensate del succo di lampone e Mark Knopfler?.
Tralasciamo anche il fatto che questa domanda semplicemente non esiste dentro il questionario, nemmeno sotto forma di parafrasi, facciamo finta che non sembri un titolo per tema di terza elementare quando la tua maestra di sinistra ti obbliga a pensare cose di cui non sai una mazza.
"Francesco che cosa ne pensi di coppie gay e contraccezione?"
"Mi piacciono molto maestra, li ho incontrati ieri in montagna con il mio papà!".
"Bravo Francesco, Distinto+."
Ora, so che può suonare pretestuoso attaccare il Vaticano sempre e comunque a prescindere dal merito delle azioni, come quando in questo caso dicono di volersi avvicinare al popolo - ormai parlano come i marxisti -, di volersi aprire al cambiamento, di voler entrare una volta per tutte a testa alta in questo maledetto terzo millennio.
Il punto è un altro: io non gli credo.
Non credo che siano cambiati solo perché il loro attuale reggente riesce a sorridere in pubblico senza sembrare Satana - al contrario del precedente.
Non credo che si entri nel terzo millennio al ritmo di domandine da quattro soldi stile Milionario.
Non credo che si possano ridiscutere i propri valori per opportunismo, perché è chiaro a chiunque che questa è una manovra di marketing, volta a non perdere i fedeli al ritmo con il quale il Pd perde gli elettori.
Hanno urlato per anni contro la "sodomia", come la chiamavano loro, contro l'aborto e a favore di una presunta "famiglia naturale" che può essere smentita da qualunque studentello abbia concluso con successo un corso base di antropologia culturale. Non hanno impedito tutto questo solo ai loro seguaci (che è legittimo) ma lo hanno impedito a tutti coloro che non condividevano lo stesso universo di significati del cattolicesimo.
Questi errori vanno pagati e si certo c'è anche una voglia di rivalsa - forse vendetta, metaforicamente parlando - da parte di chi questi soprusi gli ha subiti.
Ora possono gridare ai quattro venti con soddisfazione il loro cambiamento, la stampa può scrivere tutti i giorni di Concili Vaticani III, possono mostrarsi aperti e moderati - ma tutto questo non vale nulla.
Sono cambiati troppo tardi.
Troppo tardi per credergli ancora.
Nessun commento:
Posta un commento