Si l'ho visto anche noi (spero di non essere un blogger personalistico come vorrebbe il Pd), il confronto dal colore camomilla intenso, le primarie su Sky, il Renzi-Cuperlo-Civati show in ordine di arrivo dei candidati, il Civati-Cuperlo-Renzi talent in ordine alfabetico, il Cuperlo-Renzi-Civazi gazebo in ordine del numero di tessere gonfiate rispettivamente.
Non l'ho guardato in diretta, era venerdì e avevo mangiato pesce, di puzza per quella sera ne avevo avuta abbastanza, ma in differita che trovo sia molto più rassicurante.
Sai già come è andata a finire perché te lo hanno raccontato i tuoi soci, sai che ne vale la pena, non ti viene voglia di scommettere allo scoperto la trediciesima sulla vittoria di Civati, puoi mettere in pausa a piacimento e goderti l'aforisma renziano tentando il suicidio - insomma un considerevole numero di vantaggi.
I candidati entrano nello studio - che per in inciso non me ne frega un cazzo sia lo stesso di X-Factor - con la luce alle spalle, presentati in stile Madison Square Garden da una voce ululante che scopriremo presto essere un giornalista pelato di Sky Tg24 mai visto prima d'ora che vuole fare l'amerigano mentre è soltanto uno schiavo di Rupert Murdoch e dei suoi miliardi.
Da sinistra a destra del vostro teleschermo: Gianni a cui piacciono i libri e il cioccolato, Matteo "the loser" e Civati-Civoti, che da adesso in poi chiameremo X, Y, Z per comodità.
X sembra Saw l'enigmista, malato terminale, si muove al ritmo di un busto di Intimissimi come se avesse un perno ficcato su per la spina dorsale che lo tiene in piedi, tipo impalamento del conte Dracula.
Y deve morire, dirò solo questo, e comunque guadagna troppo poco per fare il figo con le ragazze e infatti è sposato con una che di nome fa Agnese. Anche l'Agnese va morire per quanto mi riguarda - tutto torna.
Z è nato lo stesso giorno di Obama e probabilmente sono gemelli con un cuore ed un cervello solo, separati con la frusta alla nascita.
Arriva il momento dell'interrogatorio con diritto di replica, mentre un non ben precisato staff di ricercatori dell'Università di Tor Vergata misura il grado di veridicità delle risposte dei candidati.
Pensate questi ricercatori con un assegno da 800 euro, che dopo decenni passati sui libri subiscono questo ulteriore smacco alla professione. Però hanno voluto studiare a Tor Vergata e quindi ne subiscono le giuste conseguenze.
"Candidato Gianni-barbagianni mi dica quali sono le problematiche della legge di Stabilità? Ha trenta secondi per rispondere"
"ehm ehm ehm, tic tac tic tac, Sucaaa!!
"Candidato Matteo dei poveri, riesce a bestemmiare almeno una volta?"
"Mi perdoni, io bestemmio solo in sogno, perché dentro i sogni la realtà si avvera."
"Candidato Z riesce a parlare senza farci cadere i maroni? Un po' di verve di sinistra suvvia!"
"Tanto ho già perso, che cosa me ne frega di essere qui, nel centro di potere del capitalismo, in un partito democristiano a fare la figura del buffone, del guitto di sinistra che vi intrattiene nei momenti di solitudine. Non votate per me, votate per mia figlia che almeno è ancora illusa che il mondo possa cambiare in meglio."
Un minuto e mezzo - quando va bene - per rispondere a quesiti sullo scibile umano tutto sono una presa per il culo della democrazia, anche di quella interna ai partiti. Infatti l'unico che si muove a suo agio in queste tempistiche è Matteo Renzi, o come lo chiamerò da oggi "il nulla cosmico con il conto alla rovescia incorporato". Alla modica cifra di 67.000 euro più Iva.
Civati tutto sommato con le sue lamentele e il suo basso grado di autostima se la cava, come di solito se la cavano nei dibattiti televisivi tutti i perdenti annunciati. Non ricordate l'anno scorso il figurone che fecero Zio Tabacci e Mamma Puppato? Ecco la stessa cosa.
Cuperlo è in sofferenza e in crisi, come i ciclisti che non si sono idratati a sufficienza prima del Pordoi, batte i denti come se ringhiasse o se fosse strafatto, sfora sempre dai secondi previsti riuscendo nell'impresa di inimicarsi il moderatore del dibattito.
Si parla un po' a muzzo: legge di stabilità, i 101 di Prodi e Crudelia De Mon, Tesseropoli, prezzo di un panino alla festa dell'unità (che non esiste più, domanda trabocchetto), futuro di Berlusconi e parentado, "lavoro o giovani, chi scegliere fra i due?", stipendi di un parlamentare, via il Senato, via le provincie, via Firenze - tutti fuori dai coglioni, ci costate una paccata di soldi.
Si arriva a parlare di violenza sulle donne e baby squillo, l'argomento preferito di Matteo da qualche settimana a questa parte. Lui esordisce rivolgendo il verbo a tale Francesca, archetipo della donna italiana che non riesce a trovare lavoro o un asilo nido - tipo Francesca Pascale per dirne una.
Le Stefanie ci stanno sulle balle invece per non parlare delle Giulie che sono proprio delle zoccole e non meritano di avere una scuola per i loro figli.
Poi arriva l'argomento preferito del piddino medio: "andare a sbattere i pugni in Europa".
Chissà dove si trova questa Europa a forma di cattedra in mogano, chissà il terrore negli occhi della compagna Angela Merkel mentre sente il piede pesante di Gianni Cuperlo sull'acceleratore, che percorre le autostrade tedesche ad una velocità supersonica, per arrivare in Belgio, sbattere i pugni, ferirsi alla mano ed essere rispedito a calci in culo in Italia inseguito dai Visigoti di Bruxelles con i titoli di stato imbrattati di sangue rosso-Marx.
Civati in Europa potrebbe giusti sbattersi qualche tipella ecologista che lo scambia per le reincarnazione di uno a scelta fra i Beatles, veri padri spirituali e politici del brianzolo - di certo non sbatterebbe alcun pugno, al massimo una pugnetta.
Matteo ricorda quell'Europa degli antichi parapetti, l'Europa di Altiero Spinelli, luogo dove Kohl e Mitterand si stringevano in un abbraccio d'amore mortale, si "prendevano per mano, immaginando per i figli settant'anni di pace".
Che questa sia una stronzata cosmica, retorica e populista non confermata dai fatti, non viene in mente a nessuno, nemmeno quelli che la storia d'Europa l'hanno studiata sugli almanacchi della Panini - pace all'anima tua Umberto, ultimo re d'Italia.
Il conduttore domanda della situazione patrimoniale dei tre.
Ne emerge una condizione da diseredati umani, dei barboni che si vestono di stracci rubati in un campo Rom alle porte di Roma. E sembra di leggere Down and Out in Paris and London.
Che bello siamo poveri anche noi! Fanno un figurone tutti tranne Cuperlo che pronuncia la parola "diaria", etimologicamente legata alla razione quotidiana degli schiavi, ma ad oggi è palese sintomo di privilegio schifoso. Gianni perde definitivamente le primarie, con una sola parola, colei-che-non-deve-essere-nominata.
Bye bye Voldemort sarà per la prossima volta.
Un'ora e venti alla fine scorre in fretta e si arriva in men che non si dica ai titoli di coda. Giunge il tragico momento del Pantheon, inserire nelle caselle vuote due nomi-simbolo della sinistra intergalattica, per far passare l'idea che se ti piace uno allora sei simile a lui.
A me piace un cifro Dante Alighieri, potete succhiarmelo con molta calma. Dal basso verso l'alto prego.
L'ultima volta Renzi aveva detto Nelson Mandela e la blogger tunisina Alina (???), Bersani e Vendola avevano detto Giovanni XXIII e il Cardinal Martini (annamo bene), Tabacci ovviamente De Gasperi, la Puppato Tina Anselmi.
Oggi si va un po' più sullo specifico e un po' meno sul paraculo pensavo, sbagliando ancora una volta.
X: Enrico Berlinguer perché era comunista e non lo sappiamo più ammettere nemmeno per sbaglio, nemmeno se ci minacciano con i lanciafiamme, nemmeno se ci sequestrano la figlia, e Rosa Parks perché era nera.
Y: Uno è Meme Auzzi, militante del Pd che è venuto a mancare e non avrebbe mai votato per lui (sei proprio un bastardo acchiappa-voti con il lazzo).
Dai adesso scopriti lo so che stai pensando a Margaret Thatcher, oppure a George W Bush senior and junior, non fare il cane pulcioso Matteo, dimmi la verità, tutta la verità, solo la verità.
E l'altro è.... Adolf Hitler, ti prego Dio solo questa volta, Adolf Hitler... Don Primo Mazzolari - un prete, speravo meglio ma per oggi può andare bene così.
Z: lui per fortuna conosce anche delle persone di sinistra vive e in buona salute - cosa sempre più rara di questi tempi - ma si ricorda solo del sindaco di New York, Bill De Blasio il soviet di Staten Island e di una sua amichetta d'infanzia sindaca, Maria Carmela Lanzetta alla quale auguriamo una lunga vita dentro il Pantheon di Civati.
Saluti finali, abbracci e coccole, un minuto e mezzo conclusivo a testa per fare un appello disperato.
Qual è il vostro Pd?
Il Pd di Matteo Renzi, come dice la parola, è il Pd di proprietà di Matteo Renzi. Punto e basta, fatevene una grossa grassa ragione.
Il Pd di Civati è il Pd senza Civati e sopratutto della sua figlioletta di un anno - così giovane e già così peccaminosa.
Il Pd di Cuperlo è il Pd di Italo Calvino. Elogio della leggerezza e brevitas - game over Gianni.
L'8 dicembre accendete un bel cero e pregate, restate immacolati come la madonna, tenetevi due euro in tasca che si avvicinano tempi duri e la polvere da sparo costa parecchio.
Io, il mio l'ho fatto, adesso tocca alla Provvidenza.
Vogliamo un partito senza segretario così realizzeremo per sempre il primo partito a-personalistico del mondo, senza leader, senza tesserati, senza iscritti, senza elettori, ma cazzo, duro e puro come non si era mai visto.
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