Io sono d'accordo con la vendita delle spiagge - che poi è un'estensione delle concessioni - perché si risolverebbero un botto di problemi.
IMMIGRAZIONE
Pensate quando i pochi barconi che non affondano a cento metri da riva, suscitando lo sdegno di Salvini su twitter, approderanno sulle coste.
I migranti saranno convinti di trovarsi in Italia e invece col cazzo belli miei mo' siete in Ungheria ed è meglio se cominciate a correre tanto ci siete abituati a scappare dai leoni della savana.
Altro che l'Italietta dalla facile accoglienza dove i vucumprà vengono a rubare il lavoro ai nostri figli che infatti non vedevano l'ora di smerciare tappeti a Ferragosto lungo il litorale tirrenico.
Altro che i Cpt, li rimpiangerete quando vi troverete di fronte alle ronde naziste di Viktor Orbàn.
Altro che il caporalato nelle piantagioni di pomodori: quel trattamento vi sembrerà la realizzazione dello Statuto dei Lavoratori quando sarete obbligati a cucinare gulashsuppe in una fetida cucina, mentre la vostra fidanzata si fa scopare in un night club di Budapest da due russi miliardari strafatti di vodka.
TERRONI
Quanto sono fastidiosi quei tamarri del sud che imitano ad alta voce Checco Zalone sulla spiaggia mentre cercate di concentrarvi con le parole crociate - voi nordici intellettuali.
E gridano "ù Maraddona!!" ad ogni tocco di palla e non vi chiedono scusa quando vi seppelliscono di sabbia bollente nel goffo tentativo di rovesciare di tacco a due metri dal vostro ombrellone.
E quelle abbondanti donnone del sud che portano in spiaggia sei chili di peperonata attirando qualunque forma vivente di lepidottero e aracnide nella vostra zona d'influenza.
Senza tenere conto del fatto che pensavate di tenervi leggeri per pranzo, con un paio di susine e una pesca, ma quando volgete lo sguardo sulle teglie della terrona accanto a voi, vi sale l'invidia e vi precipitate al baracchino dello stabilimento a comprare sei Magnum Chocolate Double Caramel solo per competizione.
Tutto questo finirà quando le spiagge le avremo vendute ai finlandesi e tutti i terroncelli dovranno rintanarsi nei loro borghi dell'entroterra a cucinare maialino di nascosto.
STORIE D'AMORE
Ci leveremo per sempre dai coglioni Laura Pausini e i suoi racconti struggenti sul tipo che non se la voleva bombare dentro una canadese di un metro per un metro, perché lei era minorenne e lui pensionato.
Non dovremo ascoltare storie di fine estate e guardare per ore gallerie fotografiche su Facebook (il correlativo contemporaneo delle diapositive di tuo padre), dove un bagnino di Ostia che probabilmente non sa nuotare se la mena con il suo tatuaggio a forma di mostro di Loch Ness inciso sui deltoidi.
ALLOGGI
Niente più camping-baraccopoli stile Nairobi dove nei cessi una blatta grossa come il tuo polso ti intima di non fare ritorno perché quella è zona di conflitto etnico con le cicale.
Niente più villette abusive di seicento metri quadrati a tre metri dal bagnasciuga, costruite quando ancora l'economia girava in questo paese da palazzinari brianzoli che ti guardano con lo stesso occhio con cui Rockefeller fisserebbe un mendicante di Calcutta.
Basta con gli alberghetti di Rimini dove Tarantino potrebbe girare il sequel di Hostel, ma visto che si trovano in Romagna a due passi dal mare chimicamente più vicino al greggio della storia, paghi tariffe care come l'Hilton di Manhattan.
Basta con le casette sfitte dell'Elba o di Favignana: o ci andate a vivere tutto l'anno, anche quando gli abitanti sono tredici e tutti malati terminali, oppure vi facciamo pagare non solo l'Imu ma anche un debito da saldare col sangue di drago raccolto in un'ampolla magica.
IL MIO COINQUILINO
Lui odia il mare, il sole, lo iodio, il sale, i fari, la sabbia, Briatore, le cozze, le vongole, i branzini, Verga, Camilleri, Baglioni e le associazioni libere di parole.
Io gli voglio bene.
Quindi vendiamoci le spiagge.
Questo è il mio emendamento alla legge di Stabilità, uno più uno meno non cambia poi molto.
Se non vi piace potete sempre succhiarmelo.
Peace
I migranti saranno convinti di trovarsi in Italia e invece col cazzo belli miei mo' siete in Ungheria ed è meglio se cominciate a correre tanto ci siete abituati a scappare dai leoni della savana.
Altro che l'Italietta dalla facile accoglienza dove i vucumprà vengono a rubare il lavoro ai nostri figli che infatti non vedevano l'ora di smerciare tappeti a Ferragosto lungo il litorale tirrenico.
Altro che i Cpt, li rimpiangerete quando vi troverete di fronte alle ronde naziste di Viktor Orbàn.
Altro che il caporalato nelle piantagioni di pomodori: quel trattamento vi sembrerà la realizzazione dello Statuto dei Lavoratori quando sarete obbligati a cucinare gulashsuppe in una fetida cucina, mentre la vostra fidanzata si fa scopare in un night club di Budapest da due russi miliardari strafatti di vodka.
TERRONI
Quanto sono fastidiosi quei tamarri del sud che imitano ad alta voce Checco Zalone sulla spiaggia mentre cercate di concentrarvi con le parole crociate - voi nordici intellettuali.
E gridano "ù Maraddona!!" ad ogni tocco di palla e non vi chiedono scusa quando vi seppelliscono di sabbia bollente nel goffo tentativo di rovesciare di tacco a due metri dal vostro ombrellone.
E quelle abbondanti donnone del sud che portano in spiaggia sei chili di peperonata attirando qualunque forma vivente di lepidottero e aracnide nella vostra zona d'influenza.
Senza tenere conto del fatto che pensavate di tenervi leggeri per pranzo, con un paio di susine e una pesca, ma quando volgete lo sguardo sulle teglie della terrona accanto a voi, vi sale l'invidia e vi precipitate al baracchino dello stabilimento a comprare sei Magnum Chocolate Double Caramel solo per competizione.
Tutto questo finirà quando le spiagge le avremo vendute ai finlandesi e tutti i terroncelli dovranno rintanarsi nei loro borghi dell'entroterra a cucinare maialino di nascosto.
STORIE D'AMORE
Ci leveremo per sempre dai coglioni Laura Pausini e i suoi racconti struggenti sul tipo che non se la voleva bombare dentro una canadese di un metro per un metro, perché lei era minorenne e lui pensionato.
Non dovremo ascoltare storie di fine estate e guardare per ore gallerie fotografiche su Facebook (il correlativo contemporaneo delle diapositive di tuo padre), dove un bagnino di Ostia che probabilmente non sa nuotare se la mena con il suo tatuaggio a forma di mostro di Loch Ness inciso sui deltoidi.
ALLOGGI
Niente più camping-baraccopoli stile Nairobi dove nei cessi una blatta grossa come il tuo polso ti intima di non fare ritorno perché quella è zona di conflitto etnico con le cicale.
Niente più villette abusive di seicento metri quadrati a tre metri dal bagnasciuga, costruite quando ancora l'economia girava in questo paese da palazzinari brianzoli che ti guardano con lo stesso occhio con cui Rockefeller fisserebbe un mendicante di Calcutta.
Basta con gli alberghetti di Rimini dove Tarantino potrebbe girare il sequel di Hostel, ma visto che si trovano in Romagna a due passi dal mare chimicamente più vicino al greggio della storia, paghi tariffe care come l'Hilton di Manhattan.
Basta con le casette sfitte dell'Elba o di Favignana: o ci andate a vivere tutto l'anno, anche quando gli abitanti sono tredici e tutti malati terminali, oppure vi facciamo pagare non solo l'Imu ma anche un debito da saldare col sangue di drago raccolto in un'ampolla magica.
IL MIO COINQUILINO
Lui odia il mare, il sole, lo iodio, il sale, i fari, la sabbia, Briatore, le cozze, le vongole, i branzini, Verga, Camilleri, Baglioni e le associazioni libere di parole.
Io gli voglio bene.
Quindi vendiamoci le spiagge.
Questo è il mio emendamento alla legge di Stabilità, uno più uno meno non cambia poi molto.
Se non vi piace potete sempre succhiarmelo.
Peace
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