sabato 30 novembre 2013

Lui non muore mai. Noi dieci volte al giorno.

Sarà mai possibile che la priorità della stampa italiana a partire dalla giornata di ieri è tutta concentrata sull'amministratore delegato del Milan e il suo incerto futuro da cassintegrato?

Faccio notare che la notizia delle dimissioni di Galliani, poi del dietrofront obbligato dal biscione, della rabbia e l'orgoglio di Barbara svetta su tutte le colonne on line dei principali quotidiani e delle agenzie di stampa.

Viene il dubbio, ma solo il dubbio per carità, che a qualcuno manchi Silvio Magno Casanova da morire e che sia dunque pronto a rilanciare qualunque stronzata gossippara che lo riguardi anche minimamente.

E il terzo giorno resuscitò come si suol dire - con l'ausilio di stregoni e fattucchiere il Berlusca tornò in sella, pronto a cavalcare selvaggiamente un'altra volta quella cagna zoccola di nome Italia.

In tutta sincerità: quando è stata l'ultima volta che una notizia calcistica o pseudo tale ha occupato le prime posizioni? Forse Forse Campioni del Mondo, ma non ne sarei così sicuro.

Qualcuno soffre di nostalgia oppure questo cadavere non era del tutto morto dottore, e mo' che famo? Lo teniamo in vita artificialmente con il respiratore o interrompiamo l'accanimento terapeutico?

Che volete che vi dica? Il domani non è mai il day after in questo paese ma piuttosto un eterno ritorno del similare, con qualche leggera variazione - senza salsa e cipolle, meno Alfano e più Fitto.

La parola passa alla difesa - quella del Milan ovviamente.

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