mercoledì 5 febbraio 2014

Un Comunista al Parlamento Europeo

Un comunista alla corte di Re Strasburgo, si potrebbe dire parafrasando Twain, chi l'avrebbe mai detto semplicemente qualche decennio or sono, che i nostri nobili antenati politici sarebbero entrati un giorno a testa alta nelle stanze da letto dei bottoni?

Pensate al Giorgio Napolitano degli anni '70 - quindi in sostanza pensate a Giorgio Napolitano - inviato dalla casa madre PCI in Europa a discutere di politiche comunitarie: Martin Schulz gli dà la parola, già timoroso di fronte all'austerità somatica di un "vero comunista", di quelli che hanno recato visita in Urss in tempi non sospetti.
E Napolitano parlò:

- I Parlamenti sono dei comitati d'affari della borghesia capitalista -
- La Rivoluzione non dorme mai -
- Pranzi di gala non ne avrete più -

Da Strasburgo fino a Bruxelles si diffonde il panico, il terrore, si sente già il rombo delle cavallette proletarie assetate di sangue borghese che premono ai confini orientali dell'Europa, le masse stringono in mano falci e martelli e picchiano con quelli, si assiste a un fuggi-fuggi generale dalle sedi della Banca Centrale a Francoforte, dai mercati azionari, persino dalle strutture della grande distribuzione che si prostrano indifese ai piedi di colui che le esproprierà per far sorgere "il sol dell'avvenir".

Ora svegliatevi compagni - doccia fredda e un buon caffè equo e solidale - prendete questa scena, smontatela pezzo per pezzo e ricostruitela nel febbraio 2014, dopo il crollo del Muro e la gioiosa micro machine da guerra che per puro caso prende il nome di PD, come Porco Dio.

Ora si coglie all'orizzonte un Napolitano un po' più scialbo, frustrato, indebolito dalle sconfitte e dal tempo che passa e divora, appiattito sulla cifra stilistica di una Merkel un po' intenerita.

Scopre l'acqua calda quando dice che l'austerità allo stato attuale non è più sostenibile, si dimentica di aggiungere che "lo stato attuale" dipende in buona parte dalla stessa austerità insostenibile che lui ha avvallato per tre anni con il governo Monti prima e quello Letta adesso.
Lo si sapeva anche nel 2011, a onor del vero, che non si può tagliare spesa pubblica e aumentare contemporaneamente le imposte in un contesto recessivo perché, come facilmente intuibile, la recessione si aggrava e diventa strutturale - o come avrebbe detto il vecchio (si fa per dire) Napolitano, sovrastrutturale.

Giorgio non si trova a suo agio nelle cattedrali dell'Europa dagli antichi parapetti, sproloquia, dice cose a caso poi se li rimangia, poi le risputa, le rumina, le pre-digerisce e scappa a gambe levate fra le braccia della Clio - unica mamma comprensiva in un mondo che oramai lo detesta.

Ascoltiamo in religioso silenzio il suo solenne discorso:

Il problema sono i disavanzi primari, anzi no i populismi, le elezioni sono il momento della verità per un'Europa che non funziona e dovrà quindi dimostrare di non saper strutturalmente funzionare, i debiti pubblici sono calati, ma che cazzo dico sono aumentati, basta austerità [...] Non si torna indietro anche perché non conosco la via e a me le autostrade tedesche paiono tutte uguali - certo non ci sono i limiti di velocità ma il punto è proprio questo, la troppa velocità - un'Europa a due velocità è un'Europa che si piega ma non si spezza [...] Uccidiamo Beppe Grillo, i leghisti fanno folclore e il verde l'ho sempre trovato rilassante [...] Ci serve più fiducia - dal lat. fidere = fottere - per non cadere in una spirale di propaganda ingannevole che ci condurrà a disgregare l'Europa di Altiero Spinelli [...] E chi minchia era Altiero Spinelli? Tutti lo citano ma io conosco solo la figlia e mi sta pure sulle balle, perché mi avete invitato? C'è un clima ostile da queste parti, troppa umidità e bassa pressione, il Quirinale è in alto dove arriva solo l'aria pura e Silvio Berlusconi di tanto in tanto con un cestino di Natale [...]

La situazione è migliorata rispetto a due anni fa, per la prima volta stiamo vedendo dei segni più: +disoccupazione, +5% Movimento Cinque Stelle, 2+2=4 Orwell, cchiù pilu pe' tutti, Juventus +27 sull'Inter, ci vuole +Amore perché come sostiene quel fine intellettuale del Granducato di Toscana "la crisi economica è una crisi dei valori" - + valori, io ero comunista, voi tutti capitalisti e adesso osservate come facciamo l'aperitivo insieme - abbiamo trovato dei valori fondanti che non metteremo mai più in discussione [...] Come dite? L'aperitivo con la birra? Ma che cazzo vi dice il cervello fottuti crucchi teutonici dai discutibili gusti enogastronomici? Il Prosecco della Francia Corta capì??? Champagne? Ho detto Francia Corta bastardi mangia-rane socialisti, non Francia tout court [...]

L'Ucraina non vuole aderire all'Unione Europea perché altrimenti Putin taglia le forniture di gas naturale? Razza di pappa molle che non siete altro, quando un popolo si opponeva alle volontà mie e di Palmiro, noi facevamo una breve telefonata a Mosca e un quarto d'ora dopo c'erano i carri armati per le strade di Kiev che rincorrevano Shevchenko e anche quel pugile dell'opposizione campione del mondo dei pesi massimi abbassava le arie - altro che Primavere di popoli sottosviluppati di contadini, dove passavamo noi restava solo la Tundra e l'autunno più che una brutta stagione ti sembrava un miracolo divino [...]

Cosa ho intenzione di fare sui due Marò? Un beneamato cari signori, l'anno scorso li ho fatti rientrare per le politiche e hanno votato Fratelli d'Italia - il Governo indiano può farne ciò che preferisce - non ho trattato con i Brigatisti per il compagno Moro, vi sembra che scomoderò il mio firmatissimo culo per dei beduini dall'altra parte del mondo che si presentano alla Camera dei deputati con il turbante in testa e un tappeto volante?[...]

Il ritorno dei nazionalismi? Statemi bene a sentire: Marine Le Pen è una figlia di papà con la pappa pronta sin da quando era bambina, i parrucchieri di tutto il mondo la odiano e per essere nazionalisti bisognerebbe almeno avere una nazione prima  [...breve pausa per una crisi diplomatica in corso...] La Francia è la patria dei valori della contemporaneità - pure Napoli non scherza (Voltaire vs Filippo V di Spagna) - la Rivoluzione francese, il trattato di Parigi, la finale dei Mondiali del 2006 - tutti momenti di grande e profondo incontro fra popoli fratelli [...]

Colleghi europei è giunta l'ora di salutarvi e metaforicamente abbracciare ognuno di voi per questa splendida opportunità di comunanza che mi è stata fornita. Strasburgo fa un  po' cagare a dire il vero e non ho ancora capito la differenza che c'è con Lussemburgo, Amburgo, Friburgo, San Pietroburgo e Caserta - ma dipenderà dal fatto che sono troppo legato alle ideologie del novecento.

Colgo l'occasione per ringraziarvi e onorarvi e amarvi, in salute e in malattia, fin che morte non ci separi e augurarvi un buon lavoro.

Al ritorno a casa dopo un estenuate viaggio di tre mesi su un calesse il presidente trova la moglie sull'uscio di casa:

- Allora Giorgio come ti è sembrata l'Europa unita? -
- Quale Europa? Sono stato in Unione Sovietica cretina, l'Europa è il nemico da abbattere -    



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