venerdì 18 aprile 2014

Extraterrestri Digitali: I Galoppini di Santoro - Corrado Formigli

Andiamo oggi a concludere, per palese smaronamento dei coglioni dell'autore, il ciclo mestruale di extraterrestri digitali dedicato ai galoppini di Santoro e alle loro meravigliose imprese sulla faccia di questo sfortunato pianeta.

Lo facciamo raccontando l'ipertrofica biografia di Corrado Formigli, l'uomo che senz'ombra di dubbio spodesterà dal trono della sinistra massmediatica Michele-pugno-chiuso-bella-ciao-Santoro, oramai anzianotto per portare da solo sulle proprie spalle partenopee il peso dei precari di tutto il mondo conosciuto.

Corrado Formigli

C'è stato un tempo e un luogo, nemmeno troppi distanti dalla contemporaneità, nei quali Corrado Formigli era considerato un gran figaccione di reporter: con il termine reporter in Italia s'intendono tutti quegli iscritti all'Ordine professionale che almeno una volta in vita loro hanno provato l'ebrezza di assaporare l'olezzo fetido del terminal di Fiumicino, mentre s'imbarcavano verso lidi tropicali dal nome esotico e dalla prostituzione legalizzata; al contrario, con espressioni quali cronista ci si limita a descrivere quella folta schiera di editorialisti intimisti e saccenti, che rinchiusi in oscuri antri – avendo ormai deprecato i fotoni solari in nome di più costose abat-jour – dibattono dello scibile umano tutto, con un calice nella mano sinistra e la piuma d'oca nella destra.

Corrado Formigli nasce nel marzo del 1968 – in mezzo alle proteste ci rimarrà per l'intera esistenza – e pare che le sue prime parole siano state “Primavera di Praga, Alexander Dubcek”.

Da ricostruzioni successive qualcuno ha ipotizzato che in realtà intendesse dire “prima papa, Ale ciuccio” ma fatto sta che in quelle infantili frasi pronunciate senza cognizione di causa, già si annidava in lui il demone del reportage.

Nessun commento:

Posta un commento