O meglio dall'altro lato della scrivania c'era Fabio Fazio meglio conosciuto nel mondo politico come "specchio, specchio delle mie brame".
Renzi fa un figurone alla solita maniera, acclamato dal pubblico come capo popolo mezzo Fonzie e mezzo Caligola. Elargisce le solite ovvietà in pillole ad alta digeribilità popolare, usa metafore calcistiche e una terminologia estratta dalla vita quotidiana: voglio giocarmi la partita per il paese, non mi si voti per la mia cravatta o la mia pettinatura, questa è la mia lista della spesa.
Ammicca a favore di telecamere e il suo sguardo mi ricorda quello del mio allenatore di calcio quando a sette anni, scontrandosi contro una squadra femminile, arringava gaudente i suoi ragazzi con battute proto maschiliste tipo "marcatele strette a uomo, non dimenticate di tenervi la maglietta". Perché lo sport è l'anima dei popoli e il maschilismo il suo profeta.
Questa è un intervista ma come vi dicevo le domande se le pone da solo:
Vuole sapere che cosa fa Obama in "America"? Ci piacerebbe sapere cosa fai tu in "Europa".
Lui contabilizza i posti di lavoro ogni bimestre, non guarda alle banche per capire se l'economia va bene.
Quando Renzi parla di economia ad ogni broker, professore di macro, commercialista, consulente del lavoro presente sulla faccia della terra fischiano le orecchie. Alcuni vanno a farsi visitare e scoprono irriconoscibili malformazioni al cervello - il cervello di Renzi ovviamente.
Osservate questi passaggi:
La crisi è dentro il cuore dell'uomo - giuro l'ha detto veramente.
La vera crisi è quella dei valori che emerge dalle intercettazioni delle madri con le loro figlie baby-squillo-troie.
Hai capito mio caro ignorantone che risponde al nome di Paul Krugman? Razza di idiota di Joseph Stiglitz?
Che cazzo perdete tempo con infantili e pretestuosi dibattiti fra accademici sul New York Times sulle cause macroeconomiche della crisi, sull'azzardo morale, sul too big too fail, sull'austerità, sul sistema di cambi fissi o variabili, sugli euro bond e le unioni monetarie, sulle politiche industriali, sulla tassazione progressiva, sui paradisi fiscali - il problema sono due piccole puttanelle gonfiate ad arte dalla stampa nostrana, quelli sono i problemi irrisolti.
E cmq (Renzi lo scriverebbe così) la crisi è dentro il cuore dell'uomo. Dal Vangelo secondo Matteo (5, 3-12)
Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli
...
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli
E in più ho pure vinto le primarie nel circolo di Biella contro D'Alema e il suo addestrato Cane a tre reste Cuperlo. Forse sono cavaliere dello zodiaco, intendo Thor dopo essersi accoppiato con Iron Man viaggiando in prima classe sulla criniera di Pegaso in direzione Aduba III. O forse sono Dio Ma come dice mia moglie "SEMPLICEMENTE MATTEO".
Fazio timidamente prova ad offrire una Caipirinha a Renzi, con lo stesso fare impacciato che avevo a sedici anni in discoteca quando sentivo i primi afflati di vagina spandersi per l'atmosfera dandomi alla testa.
Chiede al sindaco di Firenze "dove dormi sta sera?" e quello gli risponde "alla Leopolda, vuoi sentire cosa ho da dire per cambiare l'Italia, il paese che amo?... "Si ti prego Matteo, fammi godere, dammi della zoccola anche se pensi che ci sia la crisi dei valori, io me ne strabatto e godo ad essere sottomesso!!"
Dobbiamo abolire le provincie nel 2014 così nessuno troverà le indicazioni stradali per venirci a prendere con i forconi e i cappi.
Dobbiamo abolire il senato [????!!!£££"!)=(????] un po' meno Matteo ti prego.
Non proprio abolirlo, intendevo trasformarlo in una camera per le autonomie, superare a destra il bicameralismo perfetto, ammodernare la nostra arcaica costituzione
Sa cosa le dico? Qual è il mio più grande orgoglio da sindaco? (ribadisco, si fa le domande da solo)
Aver dimezzato gli assessori e raddoppiato le biblioteche
Uscire dalla crisi significa scommettere su di un libro, magari sull'Ipad, che un bambino possa leggere.
Ve lo chiedo per favore in ginocchio, con tutto il cuore del mondo, lasciate riposare in pace almeno i libri; ne ho pieni i coglioni di stronzacchiate da quattro soldi pronunciate in pompa magna e uscire dalla crisi scommettendo su un libro, magari sull'Ipad fatelo incidere sulla tomba digitale di Steve Jobs come epitaffio, ma non vi azzardate a guardarmi diritto negli occhi mentre lo dite perché giuro che vengo a prendervi incappucciato da militante del Ku Klux Klan con una tanica di benzina. E della splendida Firenze e Santa Maria Maggiore e degli Uffizi e del Battistero e di Piazza della Signoria o Ponte Vecchio, non resteranno che macerie.
Qui lo dico e non lo nego: Renzi vincerà le elezioni prima o poi e la sinistra sarà morta per sempre, a meno che con la parola Sinistra voi non intendiate un disgustoso mix di Fabio Volo, Harry Potter, gusto per i tricks linguistici e Flaiano.
Non voglio nemmeno tentare una riflessione sistematica sul perché non si possa votare Renzi senza poi correre in confessionale nell'arco di una mezz'ora, mi sembrerebbe di valorizzarlo troppo. Ogni sua frase è finta come il cerone di Berlusconi, è vuota come i concetti senza intuizioni, è sterile come i testicoli di un tacchino imbottito di antibiotici.
Qualunque persona dotata di un minimo barlume d'intelligenza non può che inorridire e fuggire gridando dinnanzi alla vacuità delle frasi renziane e dei suoi apostoli.
La crisi più che essere dentro il cuore dell'uomo, sta scivolando lentamente verso le palle... Solo lì si fermerà.
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